venerdì 17 aprile 2015

17 aprile 1944 - Il rastrellamento del Quadraro


Il 17 Aprile del 1944, a soli 49 giorni dal 4 Giugno, giorno in cui l'esercito alleato entrò trionfalmente a Roma liberandola, le truppe naziste irrompevano nel popolarissimo quartiere romano del Quadraro, o "nido di vespe" 
come veniva chiamato dai nazi-fascisti, per operare un rastrellamento che si sarebbe concluso con una deportazione che doveva destinare ai campi di lavoro in Germania, almeno secondo le intenzioni, circa 900 persone di sesso maschile comprese tra i 15 e 70 anni per sostenere la ormai sempre più traballante economia tedesca. L'operazione militare cominciò la mattina presto avvalendosi dell'aiuto di alcuni fascisti del luogo, i quali dopo la Liberazione furono sottoposti a giudizio.

Augusto Belardi, Primo Gentili e Romolo Vespasiani, a conflitto concluso, videro istruire processi a loro carico per il reato di collaborazionismo con l'invasore tedesco e nel fondo archivistico del Tribunale di Corte d'Appello di Roma-Sezione Istruttoria è possibile ripercorrere le febbrili ore di quella giornata e dei giorni a seguire, attraverso le deposizioni dei tanti testimoni, tra i quali alcuni deportati successivamente tornati in patria.

Sono molti gli studiosi che collegano il rastrellamento del Quadraro con l'uccisione di tre militari tedeschi avvenuta sei giorni prima ,lunedì di Pasqua, all'osteria da "Giggetto alla Campestre" ad opera del leggendario Gobbo del Quarticciolo, al secolo Giuseppe Albano. 
Si dice che in seguito a questo avvenimento i Tedeschi su esplicito invito del Führer da Berlino abbiano deciso di intervenire, non con la solita sanguinosa rappresaglia, ma con un rastrellamento che, oltre ad assicurare forza lavoro alla Germania, avrebbe reso più difficile l'ingresso a Roma delle truppe alleate che, sbarcate nel mese di gennaio ad Anzio, per entrare a Roma, sarebbero dovute transitare per il Quadraro
 
Le ricerche degli storici, svolte sulle fonti d'archivio tra cui quelle conservate anche presso l'Archivio di Stato, oltre a permettere di accertare il numero esatto, l'identità e le vicende dei rastrellati, stanno facendo emergere nuove informazioni sui piani (per fortuna non realizzati) degli occupanti nazisti.
Secondo quanto recentemente raccontato dal  prof. Pierluigi Amen  al Corriere della sera dopo il rastrellamento del 17 aprile al Quadrare avrebbero dovuto seguire analoghe operazioni anche in altri quartieri popolari come Trastevere, Testaccio e S. Lorenzo .

E la ricerca continua...

Quest'anno il Servizio educativo ha lavorato sulle carte processuali con i ragazzi delle Scuole superiori e delle Scuole medie inferiori che hanno partecipato alle visite e ai laboratori.
Da questo intenso lavoro  sono scaturiti diversi progetti i cui risultati saranno presentati nel prossimo autunno, nell'ambito delle celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione.

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