domenica 23 marzo 2014

FOSSE ARDEATINE: settant'anni fa 335 persone furono trucidate dai nazisti.


"Il comando tedesco, per rappresaglia contro un attentato partigiano subito in via Rasella (che provocò la morte di 33 soldati), ordinò la fucilazione di 10 italiani per ogni tedesco ucciso. Il 24 marzo 1944 i tedeschi, guidati da H. Kappler, ufficiale delle SS, comandante della polizia tedesca a Roma, trasportarono alle Fosse Ardeatine - una cava di tufo situata tra le catacombe di Domitilla e di s. Callisto sulla via Ardeatina -- 335 fra detenuti politici (civili e militari), ebrei o semplici sospetti (scelti assieme al questore fascista P. Caruso) e li trucidarono. Il massacro avvenne a 23 ore dall'attentato e fu reso noto solo a esecuzione avvenuta. Qualche giorno dopo il massacro, che riguardò un numero di vittime maggiore rispetto a quello che l'ordine originario aveva prescritto, fecero saltare con la dinamite le volte della galleria per ostruire l'accesso alla cava. Nel 1947 Kappler, che era stato arrestato dagli inglesi, fu processato e condannato all'ergastolo da un tribunale militare italiano. Rinchiuso nel carcere di Gaeta, nel 1976 fu trasferito all'ospedale militare del Celio per motivi di salute. Da qui però evase, con l'aiuto della moglie, il 15 agosto 1977, provocando un enorme scandalo e le dimissioni dell'allora ministro della Difesa V. Lattanzio. E. Priebke, aiutante di Kappler, fu arrestato in Argentina ed estradato in Italia solo nel 1995. Fu processato per l'eccidio nel 1996, ma il tribunale militare giudicò il reato estinto, suscitando le proteste dei familiari delle vittime e sdegno nell'opinione pubblica. Condannato all'ergastolo dalla Corte d'appello (1998), lo scontava agli arresti domiciliari. Dal 1949 un sacrario costruito sul luogo dell'eccidio, meta di continui pellegrinaggi, ne custodisce la memoria."
"Dalle salme identificate (322 su 335) si ricava che circa 39 fossero ufficiali, sottufficiali e soldati appartenenti alle formazioni clandestine della Resistenza militare, circa 52 erano gli aderenti alle formazioni del Partito d'Azione e di Giustizia e Libertà, circa 68 a Bandiera Rossa, un'organizzazione comunista trockijsta non legata al CLN, 19 erano fratelli massoni appartenenti indistintamente sia dell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani sia a quella di Piazza del Gesù, e circa 75 erano di religione ebraica. Altri, fino a raggiungere il numero previsto, furono detenuti comuni. Non mancarono tuttavia tra gli uccisi i rastrellati a caso e gli arrestati a seguito di delazioni dell'ultim'ora, come il giovane pugile Lazzaro Anticoli, detto "Bucefalo", arrestato in seguito alla delazione di una correligionaria, Celeste Di Porto, detta "Pantera Nera", finito alle Fosse Ardeatine al posto del fratello della giovane."
"Nel 2012 dopo un anno di lavoro con il ministero della Difesa e l'associazione dei familiari siamo riusciti a identificare tre dei dodici martiri ancora senza nome, Salvatore La Rosa, Michele Partito e Marco Moscato. Abbiamo il Dna anche degli altri nove, ma in assenza di familiari non possiamo fare abbinamenti con le salme."
*Col Luigi Ripani, Carabinieri RIS*

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